venerdì 6 giugno 2014

PARCOBALENO





Il progetto nasce dallo studio che abbiamo effettuato sul territorio aquilano: Un posto al sole per i MAP.
L'idea si sviluppa intorno l’area della sala polivalente, di recente realizzazione, con l’intento di portare anche all’esterno le attività ludiche e ricreative.
La strategia è quella di definire e caratterizzare lo spazio tramite un “nastro” che inglobi le varie funzioni del parco giochi e diventi esso stesso protagonista di queste. 


L’idea progettuale parte dalla divisione del lotto di intervento in aree tematiche diversificate riguardanti la CREATIVITA’, lo SPORT, i GIOCHI TRADIZIONALI ed il VERDE ATTREZZATO, che sono connesse proprio per mezzo del nastro. Il nastro si piega e modella per individuare gli spazi del progetto: è il portale d’ingresso al parco giochi, scende per essere panchina, si torce e diventa recinto.

La sfida consiste nel trasformare il vuoto antistante le abitazioni in un luogo definito da una propria identità e riconoscibilità. Questo, perché, la richiesta e la necessità degli abitanti dei M.A.P. non era quella di un semplice parco giochi per i bambini ma di quello spazio di aggregazione che è il carattere fondamentale di un insediamento e di una vera comunità umana.




RICICLO
Fin dal progetto avevamo pensato di riutilizzare gli scarti della ricostruzione della città come materiale per il nostro Parcobaleno. Il comune dell’Aquila ha messo a disposizione i tubi innocenti accatastati nei loro depositi. Con questi avremmo realizzato la struttura del Nastro. Per il legno del rivestimento, la soluzione sarebbe stata il riciclo dei numerosi bancali sfornati dai tantissimi cantieri aperti sul territorio.



PROTOTIPO
Non avendo mai lavorato con giunti e tubi innocenti, abbiamo sperimentato la tecnologia realizzando un prototipo in scala 1:1. C‘erano dei punti di criticità da risolvere e avevamo molte soluzioni alternative. Il prototipo ci ha dato la possibilità di confrontarle e scegliere le migliori. 






LEGNO
Per più di un mese non abbiamo fatto altro che raccogliere pallet. Dopo essere stati smontati, da ognuno di questi potevamo ricavare un massimo di 3-4 listelli utilizzabili. Successivamente sono stati carteggiati per ripulirli e per eliminare gli spigoli vivi di ciascuno. Infatti sarebbero stati utilizzati per realizzare il piano delle sedute.
Alla fine di questi processi abbiamo ricavato circa 1200 listelli ricavati da circa 450 pallet raccolti dai cantieri edili. 


A S. Rufina il Nastro sarebbe stato soggetto a significativi sbalzi termici, con tempreature molto basse in inverno accompagnate da precipitazioni spesso nevose. A tal proposito si è scelto di trattare il legno con il vetroliquido il quale penetra nel legno e cristallizza. Questo avrebbe dovuto migliorare l’impermeabilità dei listelli ed allungare la loro vita. 




Sono stati infine colorati con la collaborazione dei ragazzi della Fondazione IL CIRENEO per l’autismo. Ci piace pensare a come dei ragazzi così sensibili abbiano dato il colore al Parcobaleno.





GIOCHI
Non c’è parco giochi che non comprenda... i giochi appunto.
Sono le prime cose che abbiamo installato, finalmente riuscivamo a fare il primo intervento materiale sul posto. Un grandissimo aiuto è venuto dagli abitanti del MAP.
Fino ad allora ci aveva accompagnato il timore che avessimo sbagliato il tipo di intervento. Nonostante le interviste, nonostante l’aver cercato il dialogo. Vedere tutti quei ragazzi curiosi in attesa di saltare sui giochi ha liberato un senso di leggerezza.
L’approccio partecipato aveva pagato con dei buoni frutti.




NASTRO
Vedere i bambini che frequentavano il parco ci ha ridato nuove energie. A questo punto dovevamo solo andare avanti.
La realizzazione del Nastro è stata divisa in due step, come il numero dei “nastri” che sarebbero stati realizzati. Il Nastro A serve a chiudere il Parcobaleno dalla zona del parcheggio, accompagna inoltre il viottolo di ingresso alla sala polivalente dei MAP. Il Nastro B si apre invece verso il lato del caseggiato. Vuole essere uno degli ingressi al Parcobaleno.

La struttura in tubi innocenti del Nastro è stata montata con grande velocità. Per proteggerla è stata dipinta con una vernice gialla con proprietà di antiruggine. Siamo all’inizio di ottobre e il tempo rischia di peggiorare da una settimana all’altra.






Uno scavo ha permesso di interrare parte della struttura sotto 40 cm di terra. Nel frattempo una squadra lavorava agli elementi del rivestimento. I listelli precedentemente trattati e colorati, sono stati assemblati in moduli da 1m x 1m. Questi sarebbero poi stati agganciati alla struttura tramite delle viti autoperforanti. E così, mentre rompevamo punte di trapano in quantità industriale, il Nastro aquistava velocemente consistenza ed il Parcobaleno iniziava a colorarsi.
Nonostante i disagi creati dalla nostra “invadenza” gli abitanti di S. Rufina ci hanno sostenuto . Dal caffè alla cioccolata calda fino al buon vino, hanno saputo manifestarci la loro approvazione. 







Il tempo ci è stato clemente, da qualcuno è stato interpretato come un buon auspicio. Nonostante le difficoltà e le paure iniziali ci siamo trovati presto ad uno stato dei lavori avanzato. Quello che era un semplice disegno bidimensionale era uscito piano piano dal foglio aquistando la terza dimensione. Ma la cosa più importante è l’esperienza sociale che quel disegno aveva stimolato. I ragazzi ci salutavano e ci chiamavano per nome. Le persone ci aprivano prospettive per nuovi interventi e proponevano i loro supporto alla manutenzione.

Per concludere vi mostriamo un video che condensa in 4 minuti scarsi tutte le fasi della realizzazione di PARCOBALENO. Buona visione.