venerdì 6 giugno 2014

Un posto al sole per i MAP





IL PROGETTO in SINTESI
Lo spazio pubblico aquilano post-sisma si è ritirato a poco a poco dentro grandi contenitori privati di uso semipubblico, non-luoghi, ovvero spazi privi di identità, relazioni e storia.
Una prima analisi presso la comunità rivela:
  • assenza di luoghi di aggregazione all’area aperta; 
  • scarsa socializzazione tra i residenti nei MAP (Moduli Abitativi Provvisori);
  • alienazione e assenza di identità, che pare qui essere connessa in una certa misura alla perdita di identificazione con le cose naturali e artificiali che costituiscono l’ambiente vitale dell’uomo (Questa mancanza impedisce altresì il processo di aggregazione sociale e pare essere corresponsabile dell’attuale “perdita di luogo”)
Collocazione dei 21 MAP sul territorio aquilano.








OBIETTIVI
Alla luce dello scenario prospettato, si rende sempre più necessario lo sviluppo di esperienze di co-progettazione e co-gestione del territorio, in grado di strutturare percorsi di empowerment relazionale e di determinare nuove condizioni di “sociabilità” e di scambio comunitario.
Il fine ultimo della iniziativa riguarda Ideazione, pianificazione, attuazione di interventi di piccoli spazi aggregativi all’area aperta a mezzo di semplici ELEMENTI di ARREDO URBANO, con strutture mobili e reversibili, sulle aree espropriate ed inutilizzate nei pressi dei MAP (Moduli Abitativi Provvisori), come sedute all’AREA APERTA, aree giochi ATTREZZATE, aree per la CREATIVITÀ’ e per lo SPORT, GIOCHI TRADIZIONALI ed ENERGIOCHI, VERDE ATTREZZATO.

Camarda MAP



STRATEGIES e PHILOSOPHY: architettura partecipata
Si tratta di uno strumento di risanamento e pianificazione della città e del territorio improntato alla sostenibilità sociale, economica ed ambientale, generando matrici in cui confluiscono “luogo”, “gente” e “lavoro”.
Può quindi risultare particolarmente utile proseguire nell'investimento sulla mediazione e sull'accompagnamento sociale ai processi partecipati, favorendo gli approcci che spingono verso un agire di tipo creativo ed auto-sostenibile.


STRUMENTI
Le strategie di progettazione interattiva si affinano attraverso gli strumenti della comunicazione allargata, del dialogo e della conversazione sociale, dell'ascolto critico e dell'interpretazione positiva dei bisogni individuali e collettivi.
  1. strumenti che promuovo l’ascolto dei cittadini e dei gruppi di interesse (interviste, questionari, osservazione partecipante, focus group, brainstorming, camminata di quartiere, ...);
  2. pratiche che promuovono la consultazione e l’interazione costruttiva (tavoli di lavoro/consulte, workshop tematici, laboratori di quartiere, forum telematici, search conference, future search, planning for real, open space technology, goal oriented project planning, laboratori progettuali, metaplan, analisi SWOT, …);
  3. tecniche per il raggiungimento di conclusioni condivise e la promozione di processi deliberativi (town meeting, giurie dei cittadini, deliberative polling, …);
  4. strumenti che stimolino la coscienza dei consumi del territorio e dei materiali attraverso l’utilizzo della manualità (es. autocostruzione di arredi urbani da materiali riciclati);
  5. promozione di concorsi come momento di confronto, sfida e crescita per i partecipanti.



Pescomaggiore MAP


RISULTATTI ATTESI
L’insieme delle attività programmate mira a:
  • stimolare la coscienza del consumo attraverso l'utilizzo del concetto del riuso (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. in cosa? arredo urbano, spazi di fruizione etc....);
  • coinvolgere attivamente i partecipanti nella programmazione, nella realizzazione e nel l’utilizzo non che nella gestione, pubblicizzazione etc... ;
  • dare nozioni di Architettura : L’architettura come cultura e tradizione di un popolo, di una nazione di una comunità (come quella Europea);
  • divulgare saperi e tecniche realizzative anche semplici o “povere” ;
  • fornire una conoscenza anche piccola sulle tradizione architettoniche vernacolare del capoluogo Abruzzese.


Collebrincioni MAP


STEP OPERATIVI
Il lavoro si articolerà in più livelli di approfondimento/conoscenza:

PRIMO LIVELLO: è costituito dal solo ascolto dei destinatari da parte degli studenti e dei tecnici al fine di formulare e ricalibrare gli interventi. Il ruolo del facilitatore coincide di più con quello del ricercatore che raccoglie informazioni dalla popolazione. Questa fase prevede il coinvolgimento di 21 M.A.P, e di circa 250 famiglie.




SECONDO LIVELLO: vede il coinvolgimento dei destinatari nelle scelte del progetto. I tecnici formulano una proposta di intervento e i destinatari sono chiamati a discuterla e ad apporre correttivi in modo tale che i tecnici possano rielaborarla alla luce delle osservazioni raccolte. L’influenza dei destinatari dipende dalla capacità del facilitatore di far emergere le istanze dei partecipanti e dalla volontà di ascolto dei tecnici e di chi promuove il processo.



TERZO LIVELLO: è costituto dai cittadini che si fanno promotori del processo partecipativo e interrogano attivamente gli studenti e i tecnici per affrontare un problema che avvertono come comune. La comunità gestisce l’intero ciclo di progettazione dall’analisi iniziale del problema, alla definizione dell’intervento fino alla valutazione finale.
Quest’ultimo approccio è quello che si avvicina di più allo sviluppo di comunità sia come una strategia di intervento sociale sia come l’obiettivo dell’intervento stesso. Alla base vi è l’assunzione che la comunità stessa sia il fattore di cambiamento.

QUARTO LIVELLO: riguarda la realizzazione di piccoli interventi mobiuli, reversibili e temporanei di elementi di arredo urbano: sedute, giochi, energiochi in aree espropriate e non utilizzate contigue a tutti i nuovi insediamenti post-sisma, nell’idea di riciclaggio delle aree oltre che dei materiali.
Questo livello di intervento prevede due momenti: Prototipazione(a mezzo di workshop realizzativi )e Serializzazione (a mezzo di un Piano di Occupazione per persone disoccupate della comunità o a persone svantaggiate).

QUINTO LIVELLO: comprende la valutazione dei risultati, la divulgazione degli stessi, l’impegno affinché questi costituiscano feedbeck in nuove esperienze partecipative.



PROGRAMMAZIONE delle ATTIVITÀ e STATO di AVANZAMENTO



FASE 1: sondaggio nei 21 M.A.P.

Si dono ascoltati i residenti dei 21 M.A.P al fine di conoscere le reali esigenze e di quantificare il numero di anziani e bambini presenti. Il ruolo dei ragazzi di Viviamolaq coincide con quello dei ricercatori che raccolgono informazioni dalla popolazione. Questa fase ha interessato i 21 M.A.P. sparsi nel territorio del cratere e più della metà delle 513 famiglie residenti.

STRUMENTI UTILIZZATI : interviste, questionari, osservazione partecipante, focus group, brainstorming.
DURATA : 6 settimane. (31/08/2012- 9/10/2012)
DOCUMENTAZIONE:



FASE 2: incontri con i studenti Universitari.

Si sono organizzati incontri con i ragazzi dell’Università de L’Aquila, dove in base ai risultati delle indagini ( fase 1) si sono formulate le prime proposte progettuali.

STRUMENTI UTILIZZATI: tavoli di lavoro/consulte, workshop tematici, laboratori di quartiere, forum telematici, open space technology, goal oriented project planning, laboratori progettuali, metaplan, analisi SWOT, concorsi di idee.
DURATA: 4 settimane (10/10/2012- 10/11/2012)
DOCUMENTAZIONE:



FASE 3: confronto con i fruitori (in itinere)

I destinatari sono chiamati a discutere le varie proposte degli studenti e ad apporre correttivi in modo da rielaborare i progetti alla luce delle osservazioni raccolte.

STRUMENTI UTILIZZATI: town meeting, giurie dei cittadini, deliberative polling, conversazione informale.

In attesa di un a risposta da parte del Diperatimento di Architettura ed Urbanistica dell’università dell’Aquila, son preventivate le seguenti attività future.



FASE 4: seminari di architettura.

Si organizzeranno seminari dove esperti del settore illustreranno esempi di architetture “povere” in grado di dare risposta a problematiche quali la temporaneità e il basso costo di elementi urbani. questi incontri avranno l’obbiettivo di formare e sensibilizzare i partecipati sul tema proposto (nulla si crea, nulla si distrugge tutto si trasforma).

STRUMENTI UTILIZZATI: workshop tematici, , forum telematici, search conference, future search, planning for real, open space technology, goal oriented project planning, laboratori progettuali, metaplan.
DURATA: 10 giorni



FASE 5: auto-costruzione di elementi urbani.

Si organizzeranno workshop nei M.A.P. nei quali verranno realizzati gli oggetti urbani (che in fase 1 sono emersi carenti nei MAP) con la partecipazione attiva degli stessi fruitori.
Le analisi, i sondaggi e i desiderata urbanistici definiranno le priorità di intervento (La limitatezza del basget porta alla necessità di affinare il campo di intervento e di selezionare 2 tra i 21 contesti MAP, su cui intervenire).
La realizzazione prevede prima prototipazione ed esposizione degli elementi di arredo, e quindi la serializzazione la disposizione degli stessi in aree verdi libere, espropriate e non utilizzate, di proprietà del comune dell’Aquila, per i contesti maggiormente carenti.
Sulla basa di un Piano di Occupazione, definito nella FASE 1, si darà spazio alle persone disoccupate e svantaggiate. I compensi saranno attinti da fondi a disposizione del nostro gruppo (sponsor e nostre risorse).

STRUMENTI UTILIZZATI: workshop realizzativi, Piano di Occupazione
DURATA: 3 settimane



FASE 6: definizione misure per il follow up e pubblicazione dei risultati finali

PRESENTAZIONE FINALE
Si provvederà all’organizzazione di:
  • un convegno dove verranno invitati le autorità comunali, regionali e gli esperti sul tema dell’architettura partecipata;
  • una mostra dove verranno esposti i lavori finali e proiettati video e foto in modo da far conoscere tutte le fasi del lavoro svolto.


ATTIVITA’ COMPLEMENTARI
Visite all’interno delle città del cratere del terremoto, soffermandoci su impianti architettonici più danneggiati dal sisma per sensibilizzare tutti i partecipanti alla tragedia del terremoto e per avere una maggior visione del dramma che la popolazione nei map il 6 aprile ha dovuto affrontare.
Cene per i partecipanti: sarà sicuramente occasione per rendere il team più unito, compatto e affiatato.
Le valutazioni rilasciati da tutti i partecipanti verranno raccolti dai TEAM leader alla fine di ogni attività. I Team Leader redigeranno delle relazioni che saranno pubblicati sul blog ufficiale del gruppo.
Alla fine verranno rilasciati a tutti i gruppi partecipanti copie del disco realizzato per continuare a promuovere anche al ritorno a casa il progetto “Young in Action”.

DURATA: 4 settimane