giovedì 18 dicembre 2014

La Città | WIP 1

Un nuovo viaggio,  una strada battuta da pochi ed evitata da molti, una città che mette paura e pregiudizio, un nuovo racconto.


Qualche settimana fa siamo stati contattati dall'associazione VOCI di DENTRO. Questa ONLUS nasce a Chieti nel 2008 e si adopera per l'inserimento sociale dei detenuti.
Ci hanno chiesto aiuto per lo sviluppo di un progetto molto particolare: La Città.
L'area di intervento corrisponde ad un ala del carcere di S. Donato a Pescara. Lo scopo è quello di ridefinire degli spazi di lavoro, di creatività, di formazione e socialità per i detenuti. Loro stessi saranno coinvolti nella realizzazione di tutto il progetto.



Fino ad oggi ci siamo sempre trovati a ragionare su spazi aperti... ora ci si chiedeva di confrontarci con l'ambiente chiuso per definizione. Come avrete intuito, abbiamo immediatamente accettato.

Come primo passo abbiamo fatto visita all'interno del carcere, già solo entrare è stata un'impresa. Abbiamo dovuto superare tre controlli e abbandonare cellulari, borse, computer e macchinette fotografiche all'ingresso. Tutte queste operazioni hanno richiesto più di un'ora e si è capito subito che li, in quanto a sicurezza, non si scherza.
Finalmente dentro abbiamo incontrato alcuni detenuti che saranno coinvolti nel progetto. A loro abbiamo posto un questionario per avere qualche spunto progettuale.
L'ala è composta da un corridoio lungo circa 40m e largo 2,5m sul quale si affacciano diverse stanze. È già presente la redazione del giornale Voci di Dentro, un'aula studio, una biblioteca ed una stanza filatelica. Si intende attivare una sartoria e concentrare le attività di formazione e informatizzazione nella stanza finale, la più grande di tutte.
Ci è stato chiesto di progettare un intervento efficace, rapido, dal costo contenuto, che possa essere realizzato dagli stessi detenuti, colore, che non crei problemi di sicurezza come zone non visibili alle telecamere.

Passiamo al concept!
Ad ogni stanza/attività abbiamo associato un colore, scegliendoli distensivi e che richiamassero la natura. Nelle città i negozi si affacciano sul corso e richiamano la gente con le vetrine espositive. È stato quindi spontaneo per noi portare il colore fuori dalle stanze, sul nostro corridoio/corso, in modo da dare risalto agli ingressi.



Queste fasce si rincorrono sulle superfici disegnando un vortice colorato e scandendo lo spazio. In corrispondenza di ogni porta abbiamo pensato ad un arredo integrato utile all’attività della stanza e a caratterizzare il nuovo Corso come spazio sociale.